L’abbiamo conosciuto come top sponsor e relatore del Tesla Club Italy Revolution 2017, lui è Ugo Cuncu, CEO di UCNET. Ci accomunano la passione per l’innovazione e la voglia di sostenere attivamente la rivoluzione elettrica. E, dopo quattro mesi, abbiamo avuto occasione di incontrarlo e chiedergli del suo progetto, ENEROAD, che a settembre partirà per la sua seconda edizione.

Ciao Ugo, ci racconti qualcosa di più su ENEROAD?

ENEROAD è una sfida, mentale e non fisica, che nasce dalla ricerca di nuove strade per favorire, in Italia come sta già accadendo nel resto del mondo, l’apertura mentale per accogliere il cambiamento epocale in atto su mobilità, generazione di energia e corretto uso della stessa.

In ambito più generale, ENEROAD si pone come pietra miliare nel panorama sardo e non solo, allo scopo di trattare argomenti legati all’ambiente, alla tecnologia al servizio dell’uomo e all’impronta che gli esseri umani hanno su questo pianeta con risorse sempre più limitate.

Quest’anno, dal 16 al 24 settembre percorreremo nuovamente le strade della Sardegna in modo stimolante e creativo, puntando a valori universali e condivisi, attraverso la dimostrazione che i limiti sono spesso culturali, falsatamente economici e (molto più spesso) architettati.

 

Lo definisci roadshow tecnologico culturale, ci fai capire meglio?

Provo a spiegarlo con alcuni esempi perché credo che dimostrare la fattibilità sia sempre molto più corretto che rimanere fermi ore a disquisire senza un minimo di disponibilità alla sperimentazione.

Siamo cresciuti – tutti, ed io per primo – con una serie di preconcetti, informazioni di base e per questo mai messe in discussione, legate a stili di vita, ambiente ed economia, che sembrano “sigillati, intoccabili, quasi sacri”. Azioni come fare il pieno o comprare la corrente, produrre energia o scaldarsi, costruire così come viaggiare, sembra si possano fare solo in uno o in pochi modi.

La realtà è distante, variegata ed intrigante, ENEROAD ha il compito di mettere in discussione questi preconcetti. In questo modo siamo riusciti a percorrere quasi 3000 km in Sardegna in 5 giorni senza un goccio di carburante e toccando gli estremi della nostra splendida isola, mentre salutavamo e conoscevamo realtà che tanto hanno da comunicare riguardo ad ambiente, tecnologia e rispetto della natura. Abbiamo visto che la corrente si può generare in modo semplice, si può archiviare in batterie e può essere utilizzata per spostarsi, così come per lavare i piatti… e si può comprare solo quella che realmente serve in più con risparmi annuali dell’80%!

Abbiamo visto auto che “si svegliano” col pieno ogni mattina e ricaricano le loro batterie in poco più di un’ora, se opportunamente inserite nel contesto culturale e civile. Abbiamo visto menti aperte che progettavano le città del prossimo futuro pensando agli abitanti e non solo ad interessi economici: città autonome e a costo zero per i cittadini.

Incubatori che reinventavano le regole della sanità, della produzione di oggetti, della condivisione di idee, strumenti e risultati in un ottica di servizio ed equilibrio sociale che ci ha emozionato. Ricordandoci le vecchie comunità culturali e civili sarde in cui la collettività, in modo istintivo e puro, si faceva carico delle necessità dei singoli, dei meno fortunati o della crescita globale.

 

 

Perché la protagonista è un’auto?

La Tesla Model S che ci ha accompagnato nel 2016, e che ci accompagnerà anche quest’anno in una veste -­‐     se possibile -­‐ ancor più tecnologicamente avanzata, è uno strumento.

L’abbiamo usata, e lo ammetto senza riserve, per scardinare le menti dei nostri ospiti e aprirli a idee come autosufficienza e rispetto ambientale, ma anche tecnologia e futuro. Un’auto che ci può aiutare nella guida addirittura guidando da sola, che non necessita di manutenzione e non inquina, ma che al contempo ha autonomie paragonabili alle sorelle endotermiche e che supera una Ferrari, una Porsche, o una Lamborghini. Ci ha aiutato anche, senza fare fatica e in modo silenzioso, ad abbattere barriere come “autonomia” e “performance” in una nazione che ha sicuramente attenzione e innata passione per il comparto automobilistico.

Abbiamo dimostrato come una supercar possa servire per creare l’auto per tutti (Model 3, nel caso di Tesla, ma anche Opel Ampera-­‐e, nuova Nissan Leaf, Renault Zoe) e come equilibri centenari possano sgretolarsi a partire dal basso, quando gli utenti scelgono consapevolmente.

In questo percorso abbiamo avuto dei partner eccellenti, le strutture ricettive sarde, che si sono prodigate e si sono messe in gioco per far sì che ad ogni sosta notturna l’auto avesse una presa disponibile. Hotel e Ristoranti sardi hanno subito intuito possibilità e valore del servizio che possono dare, e i nuovi mercati che stanno nascendo ne sono la prova. Abbiamo dimostrato che non serviva molto altro e che la disponibilità e la cortesia da sole, facevano metà del lavoro.

Ed i risultati si sono visti per tutti: con 20 comuni visitati, quasi 3.000 chilometri, 3.000 secondi di racconto e più di 260.000 visualizzazioni dei video che hanno portato questa impresa sui canali social, la prima edizione è stata un successo che ha superato le nostre aspettative.

Tesla ci ha consentito di dimostrare che tutti, volendo, possono migliorare il pianeta. Ed è stato un mezzo (in tutti i sensi) eccezionale.

 

Abbiamo visto tutti la tua passione come driver, quest’anno ripeti l’esperienza?

Come non farlo? Noi tutti della Crew, che pure siamo appassionati sfegatati, abbiamo imparato molto più di ciò che siamo riusciti a trasmettere. Abbiamo accolto con entusiasmo singoli e aziende, abbiamo parlato di tecnologia, di ambiente, di futuro e di turismo in una terra che da millenni è pronta a dimostrare che di questi elementi si può vivere, non sopravvivere.

ENEROAD 2017 si conferma la nostra sfida, incerta, come incerto è il mondo, sfidante come sfidante è la vita stessa, appassionante come vogliamo che sia la nostra esistenza.

Toccheremo luoghi nuovi, parleremo con amministrazioni lungimiranti, aziende innovative e soprattutto persone attente al proprio futuro e a quello dei loro i figli.

Del resto, l’età della pietra non è finita perché sono finite le pietre.

Noi vogliamo dimostrarlo con voi e per voi, perché sia utile a tutti, indiscriminatamente e semplicemente, così come semplice dovrebbe essere la vita stessa.

Se volete accompagnarci in questa avventura seguiteci su ENEROAD.com e sulla pagina Facebook di UCNET.