I dubbi sull’autonomia, le critiche sul peso, l’incertezza sulle performance e persino le accuse per gli impatti ambientali di una Tesla e di un’auto elettrica sono generalmente legati alle batterie. Eppure rispetto ad alcuni anni fa si può stare tranquilli, soprattutto nel caso di Tesla. Infatti, se la si usa bene e la si guida “con gentilezza”, non solo si può avere un’autonomia fino a 500km, ma si può anche confidare nel fatto che il degrado del suo pacco batteria sarà parecchio ridotto anche dopo diverse decine di migliaia di chilometri.

A confermarlo e a farcelo direttamente presente via Twitter e soprattutto attraverso un suo dettagliatissimo post (da leggere!) è Marteen Steinbuch, direttore scientifico della University of Technology di Eindhoven. Che, insieme agli amici del Tesla Motors Club di Belgio e Olanda ci ha rivelato il degrado medio della batteria di una Tesla Model S basato sui molti dati che, da tempo, vengono inseriti in un file Google pubblico. In pratica, si tratta di un incredibile 1% per 50.000 km, e di un altrettanto impressionante 91% di prestazioni ancora quasi intatte dopo 270.000 km. Non male, vero?

Il file Google, che raccoglie dati di oltre 350 Tesla (non solo Model S, ma anche Model X) di altrettanti Tesla Owner belgi, olandesi e di altre parti del mondo che lo aggiornano continuamente per contribuire appunto a monitorare le performance delle auto, mostrano che la maggior parte dei pacchi batteria delle Tesla in circolazione perde circa il 5% della capacità durante i primi 100mila km. In seguito, però, il degrado resta generalmente inferiore, e dopo oltre 300mila km le batterie hanno ancora (in media) una capacità superiore al 90%.

Un’altra importante testimonianza del limitato degrado delle batterie di una Tesla era giunta alcuni mesi fa da Frederic Lambert che, oltre a gestire l’ottimo sito di informazione sui veicoli elettrici Electrek, è uno dei primi Tesla Owner al mondo. La sua Model S P85, che rientra infatti tra le prime 2mila prodotte, dopo oltre cinque anni di vita ha perso solamente il 6% della sua capacità.

Per far durare la batteria della propria Tesla il più a lungo possibile si possono seguire diversi piccoli accorgimenti. Come spiegavamo già qualche tempo fa, ad esempio, è meglio evitare le cariche intere, da fare solo prima di un lungo viaggio, restando sempre (consiglio di Elon Musk) tra il 30 e l’80% della carica, se non addirittura sotto il 70 percento. Se questi livelli sembrano eccessivi, meglio comunque ricaricare di volta in volta fino al 90% circa della capacità della batteria (consiglio di Tesla). Questo perché le cariche intere ripetute possono influenzare negativamente le celle delle batterie agli ioni di litio.

A differenza di molti altri costruttori di auto elettriche, Tesla riesce ad offrire prestazioni molto più elevate in termini di pacchi batteria e quindi autonomia, soprattutto grazie alla diversa tecnologia che gli sta dietro, incluso il sistema di ricarica e di raffreddamento dei pacchi batteria stessi. E se, come sappiamo, le batterie restano il principale problema dei mezzi a emissioni zero e la range anxiety il primo limite psicologico da superare per gli automobilisti, la casa di Palo Alto sta dimostrando che non c’è motivo di farsi prendere dal panico.

I dati raccolti dai molti appassionati in giro per il mondo che vanno a integrare quelli di Tesla sulla capacità delle batterie sono decisamente incoraggianti, e dimostrano una volta di più la superiorità dei veicoli elettrici rispetto a quelli con motore endotermico.