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Uno degli aspetti più importanti legati alla mobilità elettrica è sicuramente la produzione di batterie. Lo sa bene anche Tesla, da tempo desiderosa di emanciparsi da fornitori esterni anche in quello. Tanto che nello stabilimento di Fremont, in California, è al lavoro con una linea di produzione pilota di celle. Anche in Germania, dove si procede in modo più o meno spedito verso la prima Gigafactory europea, non si esclude che si produrranno batterie a marchio Tesla. Il governo tedesco, quello che forse in Europa ha colto maggiormente l’urgenza di non lasciare tutto il settore delle batterie per EV in sole mani asiatiche, potrebbe infatti essere disposto ad aiutare in questa impresa il costruttore capitanato da Elon Musk. Come? Con dei sussidi.

Non solo auto elettriche. Nell’emobility anche produrre celle per batterie è decisamente strategico. Basti vedere cosa sta succedendo in questo periodo, con intere fabbriche produttrici di veicoli elettrici ferme a causa di un Corona Virus che non permette un approvvigionamento ottimale di batterie dalla Cina. Tesla fino ad ora si è avvalsa della collaborazione con Panasonic, che produce in Giappone le batterie per la Model X e la Model S e quelle per la Model 3 nella Gigafactory Nevada (la nomenclatura è cambiata, non si chiama più Gigafactory I – ora le Gigafactory avranno semplicemente il nome del luogo in cui sorgono). La casa californiana ha già progettato i propri moduli per i pacchi batteria, ma non ha ancora mai prodotto le proprie celle.

A Fremont, un’intera linea di produzione pilota si sta così affiancando alla progettazione di tutto ciò che serve per prodursi le batterie “in casa”. Dei segnali importanti dell’impegno di Tesla in questo senso si sono avuti anche con la recente acquisizione della Maxwell, produttore di supercondensatori già ad un certo livello quando si tratta di tecnologia delle celle. Ma anche con l’acquisizione di Hibar, azienda specializzata nella produzione di apparecchiature per la produzione di celle. E se anche questo non bastasse, tra le offerte di lavoro di Tesla sbucano mansioni o vengono richieste competenze come quella di “Ingegnere di produzione della linea pilota, Ingegneria cellulare”.

Questo vale anche per l’Europa, dove Tesla è “alla ricerca di un individuo altamente motivato per programmare la gestione di nuovi progetti di produzione di celle e ingegneria delle apparecchiature”. Un ruolo “interfunzionale” – scrive il costruttore sulla sezione tedesca del suo sito dedicata alle offerte di lavoro – che richiede il coordinamento tra molti gruppi diversi all’interno e all’esterno di Tesla: “Guiderete lo sviluppo e il dispiegamento di nuove apparecchiature e processi di produzione, nonché la pianificazione e l’esecuzione dell’espansione della produzione di nuove celle in Europa”.

Del resto, in Germania si sta facendo di tutto per avviare una filiera europea delle batterie. Dallo “European Battery Alliance”, progetto europeo a trazione tedesca che oltre alla Germania ha coinvolto anche Francia, Svezia, Spagna e Polonia, alla collaborazione di Volkswagen con il progetto Northvolt, dall’annuncio di Opel costruire a Kaiserslautern la più grande fabbrica di batterie del vecchio continente, allo stanziamento lo scorso anno da parte del Ministero dell’Economia guidato da Peter Altmaier di un miliardo di euro per tre consorzi dedicati alla produzione domestica di batterie, la Repubblica Federale sembra avere colto l’enorme valore strategico di avviare in casa propria e quindi in Europa una tale filiera.

E così, Tesla sta cercando di ottenere dal governo tedesco sussidi per la produzione di celle per batterie che si affianchi alla produzione di veicoli elettrici. Nella Gigafactory Berlin (nome dato sempre in base alla nuova nomenclatura decisa da Elon), insomma, oltre che auto elettriche, la cui produzione è prevista già per luglio 2021, sembra che verranno prodotte anche le preziose batterie per le stesse. La notizia, confermata già a fine gennaio dai media tedeschi, è positiva non solo per la Germania, ma per tutta Europa. Il ritardo accumulato dall’Ue in questo campo nei confronti dei player asiatici, infatti, sta rischiando di diventare irrimediabile. L’arrivo di Tesla e il supporto di Berlino offrono nuove grandi opportunità. A proposito, se il vostro profilo si avvicina alla figura richiesta da Tesla, vale la pena di provare ad ottenere questa posizione, no? Sembra che a Berlino e dintorni non si viva poi così male…