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In tempi di Covid-19, le “scaramucce” tra Elon Musk e lo stato della California, o meglio, la contea di Alameda continuano. Oggetto della discordia: le limitazioni legate al lockdown dovuto al coronavirus, a partire ovviamente dalla temporanea chiusura della Tesla Factory di Fremont. Un’escalation, quella dei dissidi tra il CEO di Tesla e le autorità locali della baia di San Francisco, che ha portato l’imprenditore a minacciare di spostare altrove la fabbrica di auto elettriche più famosa del mondo. Le prime indiscrezioni confermano che Elon, dopo avere definito “fasciste” le direttive sulla quarantena californiana, voglia aprire una nuova Tesla Factory in Texas, nella zona di Austin.

In realtà, sembra che questa idea balenasse nella sua testa già da tempo. La fabbrica texana di Tesla avrebbe infatti già anche un nome, Terafactory, ed è già stata pensata per produrre sia il pickup elettrico Cybertruck (quale posto più del Texas è la patria dei pickup?), che la Tesla Model Y, che secondo le previsioni avrà ancora più successo in termini di vendite della Model 3. Ma anche la fantasmagorica batteria “da un milione di miglia” di cui abbiamo recentemente parlato. Sebbene Tesla stia ancora studiando le opzioni di localizzazione intorno ad Austin, si prevede che la produzione possa partire già entro dicembre. Se così fosse, si tratterebbe di una costruzione più avvio del sito produttivo ancora più veloce di quanto non sia già successo con la Tesla Factory di Shanghai, completata in soli 10 mesi.