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Mentre sui media italiani sembrano tutti interessati a quanto guadagna Elon Musk, a noi interessa molto più un’altra cosa che lo stesso Elon ha affermato via Twitter: dopo aver subito dei rallentamenti di produzione legati sia all’epidemia di coronavirus che non, la rete dei Supercharger V3 sarà presto ampliata. Le ambizioni del CEO di Tesla a riguardo sono come al solito grandi. Vuole infatti che la rete di Supercharger copra “dal 95% al ​​100% della popolazione in tutti i mercati attivi”. L’obiettivo di Tesla, già nel 2018, era quello di avere 18.000 Supercharger in tutto il mondo, ma per una serie di motivi alla fine di quell’anno era arrivata ad averne circa 12.000. Oggi sono 16.585 a livello globale, ma di sicuro la casa californiana, consapevole del fatto che la rete di ricarica dei Supercharger (insieme ai Tesla Service Center, fa presente Musk) è fra le cose più importanti sia per la soddisfazione dei Tesla Owner che per attirare nuovi clienti, focalizzerà maggiori sforzi sul suo ampliamento.

L’anno scorso Tesla aveva lanciato il Supercharger di terza generazione (V3, appunto) per consentire una ricarica da 250 kW in circa la metà del tempo rispetto a uno di prima generazione. Il fatto che la sua diffusione sarà velocizzata è un’ottima notizia, soprattutto per chi una Tesla l’ha già e non ha Supercharger vicino a casa (chi vive ad esempio a Roma o nella zona a nord di Milano ne sa qualcosa). Secondo il portale Supercharge.info, Tesla attualmente ha 93 stazioni in costruzione e oltre 120 in fase di autorizzazione. Con una media di 8,8 Supercharger a stazione, significherebbe oltre 1.800 nuove colonnine di ricarica Tesla nell’arco di poco tempo.