Da quando la si è vista, magari dal vivo come chi è in questi giorni al Grand Basel – dove Tesla l’ha portata per il pubblico europeo, è il sogno proibito di molti di noi. E per la maggior parte di noi, anche solo per il prezzo (200k dollari di base), sarà destinato a rimanere tale: è la nuova generazione della Tesla Roadster, un mostro elettrico da oltre 400 allora (!) di velocità, con batteria da 200 kWh, oltre 600 miglia (cioè quasi mille chilometri) di autonomia dichiarata e un design che per alcuni rasenta la perfezione. Per alcuni, ma non per tutti: per Elon Musk e i designer di Tesla, infatti, il prototipo presentato lo scorso anno (a sorpresa, assieme al Tesla Semi) è solo la base. L’auto vera e propria sarà di molto migliorata, “soprattutto nei dettagli”.

Qualche differenza

La prima differenza, rispetto al prototipo che si è visto durante la presentazione, potrebbe essere l’assenza di specchietti retrovisori laterali, da rimpiazzare invece con mini-telecamere che offrono una maggiore visuale in tempo reale di ciò che sta dietro la vettura. Una scelta questa dettata più dalla costante ricerca di una migliore aerodinamica e quindi una maggiore autonomia, che non estetici. Ma che necessita di un’autorizzazione da parte delle autorità americane per la sicurezza stradale che finora non è arrivata.

Musk però insiste e, come ha fatto presente in una recente intervista presso la fabbrica Tesla rilasciata al noto Youtuber Marques Brownlee, i costruttori di auto non possono vendere auto senza specchietti, ma lo stesso obbligo non riguarda anche gli automobilisti – lasciando intendere che possono essere rimossi una volta acquistata la vettura. Del resto, secondo le stime dello stesso Elon, avere o meno gli specchietti retrovisori influisce per un buon 5% sull’autonomia delle batterie, se si tiene una velocità di crociera da autostrada.

Ciò che però sembra interessare maggiormente Elon, Tesla e presumibilmente anche i futuri Tesla Roadster Owner sono i dettagli. E a quanto pare ce ne saranno di nuovi ed esaltanti, quando il bolide elettrico sarà su strada (2020). Migliorie che riguardano l’auto nel suo complesso. Infatti, se hanno positivamente colpito l’attenzione del pubblico le linee e l’aspetto esteriore della “next-gen” Roadster (testimonianza dell’egregio lavoro dei due designer di punta di casa Tesla, Franz Von Holzhausen e Bernard Lee), in pochi hanno badato ai suoi interni (a parte il fatto di avere quattro posti invece che due, cosa che ha colpito un po’ tutti).

Ebbene, a parte uno schermo interno molto particolare, rispetto agli altri modelli Tesla, incorporato in posizione verticale nella parte centrale del cruscotto e leggermente ricurvo, impressionano i sedili e soprattutto il volante “a farfalla”, più simile a quello di un aereo (o di un bolide di Formula E) che a quello di un’auto. In effetti, sono interni che fanno sembrare l’auto più una navicella spaziale che non una macchina (anche questa una vecchia fissazione di Musk). Unico problema: nella maggior parte dei mercati globali un volante di questo tipo, su strada, non è permesso.

Quando vedremo questa navicella spaziale su ruote?

Stando alle previsioni di Palo Alto, nel corso del 2020. Come ha fatto presente via Twitter Elon Musk a Fred Lamebert di Electrek, però, la nuova Roadster per quanto bella e interessante al momento non è la priorità di Tesla. Che, al momento, rimane ovviamente la produzione del quantitativo richiesto di Model 3 e l’arrivo sul mercato della Model Y. In attesa di vedere la nuova Roadster su strada, intanto, ci godiamo l’idea che una, seppur “vecchia”, sia stata lanciata da SpaceX nello spazio. Dove viste le sue caratteristiche si può trovare a suo agio tanto quanto su strada. Del resto è o non è già nella sua prima versione un’auto spaziale?