Riprendiamo l’interessante chiacchierata iniziata un paio di giorni fa (clicca qui per leggere la prima parte) con Paolo Vanzetto, primo Tesla Owner d’Italia, esperto e appassionato di mobilità elettrica e sostenibilità, nonché socio storico del Tesla Club Italy.

Qualche tempo fa abbiamo parlato sul sito di Tesla Club Italy dei 5 principali falsi miti sulle auto elettriche. Ovviamente non sono tutti. Ne vuoi aggiungere qualcuno?

Beh, uno su tutti: il falso mito per cui le auto elettriche non sono belle da guidare perché mancano delle prestazioni e del rumore del motore a scoppio… Non conto nemmeno le volte in cui, partecipando passivamente a dei test drive Tesla, assistevo a discussioni di persone che, scese magari da un veicolo con motore a scoppio di elevate prestazioni, pensavano solo a chiedere quanto si risparmia utilizzando l’energia elettrica, e quanto si poteva fare di autonomia con una carica. Una volta terminato il test drive, quasi impalliditi, non erano nemmeno più interessati al risparmio ma solo sconvolti dalle prestazioni così superiori rispetto ai “vecchi” veicoli a combustione interna. La presa diretta e la coppia immediata fanno dei veicoli elettrici un sogno per ogni automobilista appassionato delle prestazioni (meno il rombo del motore, certo… ma anche i veicoli elettrici hanno un proprio “suono” in accelerazione, e va sentito per poter essere apprezzato).

Perché l’Italia, rinomata a livello mondiale per le competenze delle sue aziende nello sviluppo automotive e casa di alcune punte di diamante dell’intero settore, investe così poco nello sviluppo e produzione di veicoli elettrici?

Non vorrei scendere nel politico in quest’ambito, ma sappiamo tutti che in Italia gran parte delle menti veramente intelligenti e volenterose di creare veramente qualcosa di innovativo e fuori dagli schemi scappano all’estero, dove sono libere e meglio finanziate per poter sviluppare le proprie idee. In Tesla stessa ci sono infatti molti profili di alto livello italiani, che hanno deciso di apportare il proprio contributo in società estere più aperte al nuovo rispetto alle realtà italiane.

Dopo però abbiamo anche delle piacevoli eccezioni, come la modenese Energica Motor Company, orgoglio italiano, che con le sue superbike elettriche ad alte prestazioni è stata definita dagli stessi americani come la “Tesla” delle moto, e che a breve avrà il suo MotoGP elettrico monomarca, primo al mondo!

Tra l’altro sei stato anche il primo possessore in Italia di una Energica Ego!

Esattamente, si tratta della numero 1 uscita dalla catena di produzione. Sono stato in contatto con il team di Energica fin da quando la loro splendida moto era solo un prototipo, e nel mio piccolo ho cercato di aiutarli per promuoverla. Sono orgoglioso di aver partecipato alla nascita di Energica in Italia, ora riconosciuta a livello globale come il top delle moto elettriche, direttamente dalla Motor Valley italiana, Modena.

La tua passione per la mobilità elettrica insomma non si limita a Tesla. Quali altri mezzi elettrici hai in casa tua?

Sono partito inizialmente con uno scooter elettrico Vectrix nel 2007, ma non eravamo ancora arrivati ai livelli di affidabilità richiesti per poter avere esclusivamente veicoli elettrici in famiglia. Solo con l’arrivo della Tesla Roadster ho capito che avrei potuto rinunciare per sempre ad un’auto a scoppio come “backup”. Da quel momento, è stato tutto in discesa: la mia compagna si muove solo con una Smart elettrica (ha già superato i 100.000 km senza il minimo problema) ed io personalmente, oltre alla mia prima Roadster del 2010 (che oramai colleziono come uno statement della mia dipartita dal motore a scoppio), utilizzo tutti i giorni una Model X ed uno scooter BMW e-volution, oltre appunto ad una Energica Ego.

Ma scusa… due Tesla, una Smart elettrica, una Energica Ego e uno scooter Bmw, sempre rigorosamente elettrico. E in passato anche una moto di Zero Motorcycles. Come fa tutto ciò a non essere possibile solo per persone con molte possibilità economiche?

Dipende da come si usa un veicolo. Prima di innamorarmi dei veicoli elettrici per le pure prestazioni, in grado di offuscare qualunque calcolo di tipo economico, anch’io mi sono messo a fare due conti, calcolatrice alla mano. Con i miei 70.000 km annui percorsi (e senza contare i 40.000 aggiuntivi della mia compagna con la sua Smart elettrica), tracarburante, bollo, manutenzionietagliandiassenti, nonché ridotta svalutazione del valore del mezzo in caso di rivendita (per ridotta usura), sono a più di 25.000,00 Euro recuperati annualmente. L’auto praticamente mi arriva in mano a costo zero dopo pochissimi anni, invece che essere stata una semplice perdita di denaro dovuta alla mia attività lavorativa… E tutto questo è destinato a diventare altamente economico anche per chi percorre molti meno km all’anno, con il calare del prezzo dei componenti delle macchine elettriche che oramai è di tipo esponenziale.

Non solo emobility. In casa tua stai installando anche i Powerwall Tesla… Vuoi raccontarci brevemente cosa stai facendo per renderti sempre più ecocompatibile, e probabilmente indipendente a livello energetico?

Semplice: cercare di ottimizzare l’utilizzo dell’energia solare, gratuita, non inquinante, indipendente dalle leggi statali e dalle politiche di mercato ed assolutamente rinnovabile. Unico problema: si può avere solo di giorno.

Per questo, avendo progettato la mia abitazione in modo tale che fosse il più possibile indipendente dal punto di vista energetico (quindi convogliando tutte le appliance in modo tale che si alimentassero dalla sola energia elettrica, tra cui riscaldamento/raffreddamento, cucina ecc.), ho pensato ad integrare i pannelli fotovoltaici con batterie di accumulo Tesla: in questo modo, anche la notte posso utilizzare l’energia solare generata di giorno, senza sprechi. Naturalmente ho dovuto calibrare il numero di batterie sulla base delle mie esigenze, che comprendono anche la ricarica notturna di diversi veicoli alimentati ad elettricità. Ma il mio obiettivo è di diventare completamente indipendente dalla rete elettrica nazionale, e un po’ alla volta mi ci sto avvicinando…

I mass media italiani ti hanno invitato più volte a raccontare la tua esperienza su giornali, Web e tv. Pensi che questo interesse crescente nei confronti di Tesla possa tradursi anche in una sua maggior diffusione nel nostro Paese?

Tesla oramai non ha più bisogno di essere “spinta”: chiunque cominci ad interessarsi dell’elettrico, automaticamente viene a sapere che Tesla è chi ha iniziato questa rivoluzione (o Tesla Club Italy Revolution, ndr), la prima, e quella con la maggior esperienza e diffusione di infrastrutture di ricarica. Secondo il mio parere, da oggi in avanti ogni incremento nel mercato dell’elettrico realizzerà automaticamente anche un aumento di presenza di veicoli Tesla.

Ma in Italia è veramente possibile una rivoluzione elettrica, o è destinata a restare sulla carta ancora per alcuni decenni?

Per quanto le varie politiche economiche praticate da qualunque Paese, Italia compresa, possano volontariamente accelerare o rallentare la diffusione di veicoli elettrici, bisogna sempre ricordare che la prima molla che spinge un utente all’acquisto di un bene è la riduzione del suo prezzo a parità di qualità e prestazioni. E come affermavo prima, i veicoli elettrici sono beni prettamente “elettronici” e soggetti ad un rapido sviluppo (specialmente il pacco batteria, la componente più costosa), quindi destinati a un calo esponenziale nei costi di produzione e, quindi, del prezzo di vendita nel breve tempo.

Entro poco tempo, non solo le auto elettriche saranno più economiche da mantenere nell’uso quotidiano rispetto alle controparti con motore a scoppio (cosa già vera adesso), ma anche molto più convenienti da acquistare. E questo non accadrà tra decenni, ma tra pochissimi anni. Il calo “esponenziale” dei costi di produzione in questo settore non è lineare, ma molto, molto più veloce di quel che si possa pensare.