Una volta risolti i problemi legati alla produzione, Tesla sta affrontando quelli che si possono presentare (o che si sono già presentati) a livello di distribuzione. Sì, perché i preordini e le vendite di Model 3 sono tali da dovere addirittura organizzare “in house” le spedizioni. Negli Stati Uniti è già l’auto elettrica più venduta e la quarta auto se si considerano anche quelle con motore a scoppio (in California prima in assoluto), mentre in Asia ed Europa si stanno contando le settimane che mancano al suo arrivo.

Secondo Elon Musk, nei Paesi con la guida a sinistra (come il nostro) le consegne inizieranno nella prima metà del 2019, mentre in quelli con la guida a destra (Gran Bretagna, Giappone ecc.) dalla metà del prossimo anno in poi. Non sarà un grande problema mettere il volante da una parte o dall’altra, perché come ha fatto notare lo stesso Elon ad alcuni suoi follower che lo hanno interpellato su Twitter a riguardo, la Model 3 è simmetrica, il che non pone tutti i problemi che un cruscotto da invertire di solito dà.

I numeri raggiunti da Tesla nell’ultimo trimestre, come abbiamo visto, sono impressionanti. A livello di vendite e consegne, nel terzo trimestre sono state consegnate 80.142 auto (che se paragonate al terzo trimestre del 2012, quando ne erano state consegnate 321, significa una crescita del 25.913% in soli sei anni!). Cifre da capogiro, che hanno già portato la casa di Palo Alto ad organizzarsi internamente (come del resto fa spesso) per fronteggiare i principali problemi: e così ha messo in piedi la consegna di Model 3 direttamente agli acquirenti, ma anche dei camion che possano supportare le aziende adibite al trasporto di Model 3 in giro per il Nord America. Qui sotto una foto (un tantino sfuocata) che testimonia le carovane di tir che consegnano le “piccole” di casa Tesla.

Anche in Europa Tesla si sta organizzando all’onda di Model 3 in arrivo

A Tilburg, in Olanda, unico stabilimento Tesla al di fuori degli USA, fino ad oggi si sono assemblate le Model S e le Model X destinate al mercato europeo. Ma a quanto pare si farà anche altro: Tesla Owner del posto hanno infatti testimoniato che il costruttore californiano ha preso un altro terreno non lontano dalla Tesla factory europea e che sta allestendo un nuovo grande stabilimento.

Più precisamente, Tesla afferma che si tratta di un nuovo “magazzino più grande” che, così descritto, potrebbe servire ad aumentare il numero di auto che la fabbrica di Tilburg può gestire prima dell’arrivo della Model 3 in Europa, previsto come dicevamo all’inizio del prossimo anno. E se si considera il modo in cui stanno costruendo la nuova struttura, spiegano i fan Tesla olandesi, fa sembrare che potrebbe essere utilizzato come un centro di distribuzione. Del resto, oltre che per la sua vicinanza al polo tecnologico di Eindhoven (da cui attrarre nuovi e giovani talenti), Tilburg è stata scelta come location proprio per la sua centralità geografica nell’Europa occidentale, e per la sua vicinanza al porto di Rotterdam, il più importante del vecchio continente.

Ma non si parla solo di Tesla factory, in Europa. Tesla sta portando avanti colloqui sempre più frequenti con alcuni enti locali (soprattutto in Germania e Olanda) per la costruzione della prima Gigafactory sul suolo del vecchio continente. Se, o meglio, quando costruita, questa si andrà ad aggiungere alla Gigafactory 1, in Nevada, dove si fabbricano batterie, pacchi batteria e i motori elettrici della Model 3, e alla Gigafactory 2 a Buffalo, dove Tesla produce pannelli e tegole solari.

Elon Musk ha recentemente dichiarato che potrebbe annunciare un accordo sulla costruzione della Gigafactory europea entro la fine dell’anno, ma c’è da dire che Tesla è dal 2016 che lo sta anticipando. Che venga fatta prima o dopo, di sicuro la presenza di una Gigafactory nell’Unione europea, oltre a rendere la presenza di Tesla sempre più forte in uno dei mercati dell’auto più importanti del pianeta, quello europeo appunto, darebbe anche enormi possibilità in termini di occupazione, così come di ricerca e sviluppo. E porterebbe i prezzi delle batterie e quindi delle auto a scendere ulteriormente. Anche se non su suolo italiano, quindi, sarebbe comunque una buona notizia anche per noi. Speriamo quindi che tutto ciò possa avvenire quanto prima.