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Nonostante a Grünheide, nei pressi di Berlino, le proteste contro la costruzione della prima Gigafactory europea sono arrivate al punto di far bloccare il cantiere dall’Alta Corte Amministrativa di Berlino-Brandeburgo – che ha fermato i lavori dopo avere accolto il ricorso dell’associazione ambientalista Grüne Liga Brandenburg (Lega Verde del Brandeburgo), Tesla rivela che, presso lo stesso sito produttivo, sorgerà un suo design center che si andrà ad aggiungere a quelli di USA e Cina. Al momento, le progettazioni Tesla guidate dall’ormai celebre Franz von Holzhausen avvengono ad Hawthorne, in California.

Non sembra esserci tregua per Tesla in Germania, dove la costruzione della Gigafactory Berlin inciampa continuativamente in ostacoli di vario tipo: dal ritrovamento sotto terra di bombe inesplose risalenti alla seconda guerra mondiale, fino alle proteste legate prima alla protezione di alcune specie animali, poi al presunto sovra-consumo idrico che interesserà la produzione delle auto elettriche più famose del mondo, fino alla deforestazione di un’area di rimboschimento artificiale (non di una foresta vergine), di cui peraltro il costruttore americano ha garantito un rimboschimento tre volte più folto altrove, la prima Gigafactory d’Europa sembra dover attendere più del previsto per nascere.

Il dubbio, per alcuni, è che tutti questi limiti potrebbero portare Elon Musk e co. a decidere si spostarsi poco più a est, in Paesi in cui del resto si è già trasferita gran parte della produzione automobilistica europea (si parla spesso di Polonia, ma anche nella sola Slovacchia si producono molte più auto che in Paesi dalla lunga tradizione motoristica come l’Italia). Che questo possa accadere o meno non si sa, anche se l’abbandono di Berlino da parte di Tesla sembra improbabile.

Infatti, se la Germania da una parte è il mercato dell’auto (ormai anche elettrica) più importante del vecchio continente e la sua centralissima posizione geografica è estremamente favorevole, dall’altra c’è da considerare che la presenza di Tesla nella Repubblica Federale è già importante. “La Gigafactory Berlin-Brandenburg è la prossima fase della presenza di Tesla in Europa”, ha recentemente fatto presente Musk: “Gestiamo già una struttura di assemblaggio per la Model S e la Model X a Tilburg, nei Paesi Bassi. Inoltre, Tesla Grohmann Automation a Prüm, in Germania, è specializzata nell’automazione dei nostri processi produttivi. In totale, attualmente impieghiamo già circa 5.500 persone in Europa.”

Il progetto della “Giga Berlin”, a cui è già stata dedicata una sezione dedicata del sito Web di Tesla e in cui lo stesso Elon ha già fatto presente si vogliono costruire da luglio 2021 “batterie, powertrain ed auto, a partire dalla ModelY”, dovrebbe sorgere su un’area di 300 ettari (da 40 milioni di euro) presso il GVZ Berlin-Ost Freienbrink industrial park. E, una volta attivo, dare lavoro a diverse altre migliaia di persone. Come accennato sopra, troviamo improbabile che Tesla decida di abbandonarlo per spostarsi altrove.

Se ciò dovesse succedere, però, pur consapevoli del fatto che investire in Italia rispetto ad altri Paesi fuori e dentro l’Unione europea possa essere complicato, ricordiamo alla casa madre che tra ciò per cui è più famosa l’Italia al mondo c’è effettivamente l’ottimo design. Se produrre auto o batterie nel Belpaese può suonare per qualche motivo difficile, quindi, un design center Tesla in Italia potrebbe garantire alti livelli di competenza, expertise e qualità, ma anche dare ancora più appeal al marchio. E non sarebbe comunque lontano dalla Gigafactory europea, ovunque questa dovesse sorgere.

Intanto, mentre in Europa si protesta, in Cina hanno iniziato a tempo di record la produzione della Model 3 e in Nevada, in fianco alla prima Gigafactory Tesla, che potete vedere dall’alto nel video qui sotto, sta sorgendo un’altra grande struttura. A cosa servirà? Secondo alcune indiscrezioni, sarà dove verrà prodotto il camion elettrico Tesla Semi. Vi aggiorneremo non appena ne sapremo di più.