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L’Europa, grazie a Tesla, si appresta a diventare un leader globale della produzione di batterie. Mentre Tesla assume personale alla Giga Berlin dedicato alla produzione delle sue celle 4680, che equipaggeranno la Model Y Made in Europe, anche alcuni dei suoi partner nella costruzione di batterie stanno puntando gli occhi sul vecchio continente. Panasonic, partner storico di Tesla in questo campo, sta pianificando la costruzione di batterie in Norvegia. CATL, un partner chiave per la produzione del Model 3 nella Giga Shanghai, si sta a sua volta orientando verso attività commerciali e produttive a circa 300 km da dove sorgerà la prima Gigafactory europea di Tesla. E che dire di BASF, colosso tedesco che costruirà una fabbrica di batterie sempre nella stessa regione, il Bandeburgo?

Dopo anni passati a rincorrere soprattutto la Cina ed altri Paesi asiatici, l’Europa sembra finalmente intenzionata ad assumere il ruolo leader che le compete nel settore automotive, anche e soprattutto quando si parla di mobilità elettrica. A supporto di tutto ciò, ora a maggior ragione con l’America di Joe Biden che tornerà ad essere un alleato anche in questo senso, ci sono le progressive restrizioni a livello legislativo che stanno scoraggiando sempre più l’acquisto e quindi la produzione di auto con motore a combustione interna (ICE): sono almeno 12 gli stati europei che ne stanno pianificando il divieto nei prossimi anni. Il primo ministro britannico Boris Johnson, addirittura, ha annunciato mercoledì scorso che il divieto di vendita di veicoli a benzina e diesel in Gran Bretagna entrerà in vigore entro il 2030. Anche in Europa, insomma, è ufficialmente iniziata l’era dell’elettrico. Grazie a Tesla, ancora una volta.