Una delle principali caratteristiche di Tesla, lo sappiamo bene, è quella di fare di tutto per sviluppare ed attirare i migliori talenti nei diversi ambiti in cui opera. Non solo negli Stati Uniti, dove ha il suo quartier generale e dove può beneficiare anche della collaborazione con le sue “sorelle” Space X e Solar City, ma anche nel resto del mondo. Soprattutto in Europa, dove Tesla ha il suo (per ora) unico stabilimento fuori dagli Usa – quello di Tilburg, in Olanda, sorto non a caso a due passi dal polo tecnologico di Eindhoven da cui escono ogni anno numerose menti preparate e brillanti. E in Grecia, dove la società capitanata da Elon Musk ha intenzione di avviare un nuovo Centro di Ricerca e Sviluppo.

Non solo California. Quando si tratta di R&S (o R&D, in inglese), Tesla tende da qualche tempo ad europeizzarsi. Dopo i team di tecnici e ingegneri già al lavoro per la casa di Palo Alto in Paesi Bassi, Germania e Regno Unito, infatti, è la volta della Grecia. È infatti lì che Vasilis Apostolopoulos, amministratore delegato dell’importante Athens Medical Group e capo dell’Associazione di imprenditori greci, ha deciso di offrire gratis a Tesla un’intera fabbrica dove potere appunto sviluppare nuove tecnologie. Per farlo, Apostolopoulos ha scritto direttamente a Elon Musk.

“Ho personalmente mandato un’email a Musk per dare il benvenuto a Tesla Grecia – spiega l’imprenditore greco al Guardian – e per dire che per i prossimi 10 anni darò, a costo zero, il mio stabilimento industriale fuori Corinto alla sua compagnia, in modo che la Grecia possa essere in prima linea nell’innovazione globale”. Una bella intraprendenza, non c’è che dire. Anche perché l’offerta non si limita allo spazio e alle strutture messe a disposizione, ma anche a copertura medica gratuita per dieci anni sia per chi ci lavorerà che per chi lo visiterà. “È il minimo che possiamo fare per ringraziare e accogliere il voto di fiducia di Musk negli affari, nella ricerca e nella tecnologia ellenici”, ha detto sempre al Guardian.

Dalla Grecia, che in questo modo si appresta a diventare l’hub di ricerca per Tesla nell’Europa sud-orientale, provengono in effetti già tre dei suoi ingegneri e designer più di spicco: Konstantinos Laskaris, Konstantinos Bourchas e Vasilis Papanikolaou, tutti formatisi presso il Politecnico (o Università Tecnica Nazionale) di Atene. E per come si stanno mettendo le cose ne proverranno diversi altri. Non si tratterà necessariamente di plurilaureati (a Tesla ed Elon interessano molto più le idee che i titoli accademici – vedere video sotto per credere), ma sicuramente di persone piene di talento.

Dalla casa madre arrivano conferme, anche se viene un attimo ridimensionato il tutto. “Tesla sta costruendo un piccolo ufficio di ricerca e sviluppo ad Atene, che sarà composto da un team di ingegneri altamente qualificato. Questo team si concentrerà esclusivamente su attività limitate di ricerca e sviluppo per accelerare lo sviluppo della tecnologia dei motori elettrici attraverso una stretta collaborazione con il nostro team negli Stati Uniti”, ha dichiarato un portavoce di Tesla al sito Electrek: “La Grecia ha forti talenti di ingegneria motoristica elettrica e università tecniche, offrendo programmi su misura e competenze specialistiche per la tecnologia dei motori elettrici”.

Un aspetto interessante è che al momento quello ellenico rappresenta un mercato in cui Tesla non è ancora neppure entrata, in un Paese dove le infrastrutture spesso non sono il massimo, e in cui non c’è ancora un singolo Supercharger. Di sicuro, al di là dell’arrivo o meno dei modelli Tesla sulle strade greche questa notizia è sicuramente buona. Non c’è niente di meglio che far fronte alla crisi economica investendo massicciamente in Ricerca & Sviluppo, magari cercando di attrarre dall’estero menti innovative come appunto quelle che lavorano per Tesla.

Chissà se anche in Italia qualcuno lo capirà, visto che qui Tesla c’è già, la rete di Supercharger si sta sviluppando a vista d’occhio e soprattutto visto che a livello di “ingegneria motoristica” non abbiamo niente da invidiare a nessuno. Ma da noi sembra più normale lamentarsi della crisi, invece che dare spazio, mezzi e condizioni favorevoli a chi potrebbe aiutarci ad uscirne. In attesa questo possa succedere anche qui, godiamoci l’ottimo passo in avanti fatto da Tesla con i “cugini” greci.