Nel marasma mediatico in cui si parla di Tesla come fosse sempre sull’orlo del fallimento, la casa di Palo Alto procede invece spedita nella sua marcia verso l’elettrificazione del parco auto globale. Incurante degli alti e bassi legati alle speculazioni in borsa, così come delle polemiche vere o presunte sui ritardi nella produzione di Model 3 e tutto quanto possa girare su Web o giornali per far sembrare Tesla in difficoltà, Elon Musk e le altre migliaia di dipendenti vanno avanti con diversi obiettivi da raggiungere. Fra questi, il lancio sul mercato della Model Y. Che, secondo alcuni analisti, avverrà entro la fine del prossimo anno.

Non solo Model 3, insomma, nei piani di Palo Alto ci sono diversi nuovi modelli: il camion elettrico Tesla Semi, la nuova Roadster, ma appunto anche quella che dovrà accompagnare la Model 3 nella produzione elettrica di massa di Tesla: la Model Y. Ne avevamo parlato qualche tempo fa, facendo presente non solo il gioco di parole che si nasconde dietro i nomi dei modelli Tesla (che assieme vanno a formare la parola S3XY), ma anche che sarà un piccolo SUV,  una versione crossover della Model 3 compatta ma di segmento superiore rispetto alla stessa 3.

Negli scorsi giorni Reuters ha rivelato che Tesla, preparandosi per la produzione di questo nuovo modello, ha mandato a diversi fornitori di parti del futuro crossover delle “Request for Information”, o RFI, vale a dire una serie di informazioni (generalmente scritte) sulle capacità di produzione di un determinato componente. Questa operazione, normale ogniqualvolta si prevede il lancio di un nuovo modello di auto o di prodotto sul mercato, avviene di solito due anni prima della produzione del prodotto stesso. L’aspetto particolare di questa vicenda, rivelano le fonti di Reuters, è che anche in questo caso Tesla sembra volere accelerare i tempi: invece che due anni prima, sta mandando la RFI con circa un anno e mezzo di anticipo.

Infatti, la produzione della Model Y è prevista per novembre 2019. Dove? Nello stabilimento di Fremont, in California. Tesla ha evitato di commentare queste indiscrezioni, ma non le ha neppure smentite. I tempi sono sicuramente brevi, ma c’è da dire che con Model 3 si è effettivamente andati in produzione poco dopo le date annunciate in precedenza.

Ciò che può fare sorgere un punto interrogativo sono semmai i numeri degli esemplari che verranno prodotti, perché anche se dalla casa madre non è stato dato nessun dato a riguardo, chi ha la memoria più lunga ricorderà che il numero di esemplari di Model Y destinati alla produzione dovrebbero essere pari a quelli di Model 3: mezzo milione all’anno a pieno regime. E con lo stabilimento di Fremont già al massimo delle sue capacità, ci si chiede dove possano essere prodotte tutte queste auto.

Di sicuro Elon Musk, che annuncerà nei prossimi mesi i piani di produzione dell’azienda, ha un asso nella manica anche in questo caso. Non dimentichiamo infatti che oltre allo stabilimento di Fremont c’è la Gigafactory in Nevada, e che per velocizzarne la produzione e l’ingresso sul mercato la Model Y sarà costruita sullo stesso pianale della Model 3 (contrariamente a quanto era stato detto in origine). Qualunque sia il programma di Tesla, l’attesa di sapere come sarà e quando arriverà questo nuovissimo modello inizia a crescere in molti ambiti.

A differenza di quanto fatto in precedenza, Tesla non ha ancora organizzato eventi di presentazione, né tanto meno dato la possibilità di preordinare il nuovo modello come fatto con la Model 3. Ma se siamo alla fase dei RIF, possiamo stare (quasi) certi che entro la fine del 2019 o più probabilmente l’inizio del 2020 ci sarà un nuovo modello Tesla sulle strade. Soprattutto considerando che, già da qualche mese, Tesla ha messo sul proprio sito annunci di lavoro per ingegneri e designer desiderosi di entrare a fra parte del “Tesla Model Y programpresso lo studio di progettazione Tesla di Hawthorne, sempre in California.

Secondo le previsioni di Elon Musk, la Model Y sarà il modello Tesla più richiesto, una volta sul mercato, e assieme a Model S, Model X e Model 3 porterà alla produzione di oltre un milione di autoveicoli all’anno. Come accennato, la produzione inizierà in California, per poi passare due anni dopo in Cina, dove peraltro non sembra essere più obbligatorio doversi appoggiare a un’impresa locale per produrre – altra buona notizia per Tesla e per i piani di un suo futuro stabilimento a Shanghai.

Riusciranno i nostri eroi in quest’altra epica impresa? E’ proprio il caso di chiederselo. Ma per quanto sembri improbabile, la nostra risposta è sì. Se infatti i dubbi sono oggi legati alle difficoltà che sta effettivamente avendo Tesla nel tenere il passo delle richieste di Model 3, è proprio lì che ha origine il nostro ottimismo. Con tutte le lezioni che stanno imparando sia Tesla che Elon in questo periodo, siamo convinti del fatto che nei prossimi anni sarà tutto più facile.